Trump contro tutti: tensione alle stelle con la Russia e minaccia la Corea del Nord

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Come era prevedibile, dopo l’attacco USA del 7 aprile 2017 ad una base militare di Assad a Damasco in Siria, si stanno innescando una serie di reazioni a catena a livello geopolitico che non fanno sperare ad un futuro di pace. Riepilogando le puntate precedenti: la condanna della Russia al bombardamento voluto dall’amministrazione Trump come ritorsione nei confronti dell’attacco con armi chimiche dovuto proprio al regime siriano si è attuata con l’avvicinamento di una fregata russa a quelle statunitensi e a tutta una serie di dichiarazioni date da vari esponenti russi in pubblico. A partire dal vice rappresentante permanente alle Nazioni Unite di Mosca, Vladimir Safronkov, che sostiene con forza il fatto che a prescindere da Assad “l’aggressione degli Stati Uniti favorisce solo il terrorismo”.

In seguito al lancio dei missili da crociera la Russia ha sospeso il memorandum di collaborazione con gli Stati Uniti per scongiurare incidenti e garantire la sicurezza dei voli militari in Siria. Proprio in virtù di questo accordo non è stata attivata la difesa antimissilistica a Damasco. Le parole del vicepresidente della Commissione Difesa della Duma Yury Shvytkin sono ben chiare “… Ora, ritirandosi [gli USA ndr. ] dal memorandum potremo reagire alle varie minacce per la difesa delle nostre basi e del nostro contingente”.

 

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