GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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settembre 2016 - page 3

Sisma Centro Italia, i militari in prima linea

Difesa/EUROPA di

Militari impiegati in attività di emergenza: assetti specialistici in favore della popolazione terremotata

Calamità naturali ed emergenze nazionali. Sono questi i settori in cui i militari italiani vengono sempre più spesso impiegati. Li abbiamo visti soccorrere persone coinvolte in alluvioni, smaltire detriti, rifiuti, salvare vite. E a distanza di sette anni circa, sembra di rivivere le stesse scene drammatiche che hanno colpito L’Aquila nel 2009. Un altro terremoto, un’altra emergenza. Così, i militari di tutte le Forze armate, ognuno per la specializzazione che li caratterizza, sono intervenuti sui luoghi del disastro. Un’opera di soccorso e recupero di superstiti e vittime che ha visto impiegati oltre 850 uomini e donne dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, il cui compito principale è stato quello di contribuire alla rimozione delle macerie e al ripristino della rete viaria ostacolata dai detriti. A tal proposito, unità del Genio dell’Esercito hanno provveduto al ristabilimento della viabilità di accesso principale alla città di Amatrice, rappresentata dal ponte “Tre Occhi”, dichiarato inagibile.

Alla Marina Militare il compito di rimuovere le macerie e supportare la popolazione attraverso i propri fucilieri, addestrati e preparati all’allestimento di strutture campali, mentre l’Arma dei Carabinieri contribuisce con più di 500 militari, impegnati principalmente in attività di vigilanza anti sciacallaggio nelle città terremotate e nelle molte frazioni periferiche.

Attività necessarie alla ricostruzione di una vita interrotta dalle scosse. Operazioni che trovano una lunga tradizione nella storia italiana in fatto di impiego di forze militari in contingenze nazionali.

In tutto ciò non mancano i momenti di distrazione per i più piccoli. Alleviare le loro sofferenze è una delle cose che i militari hanno tentato di fare e sembrerebbe anche con un buon esito.

Sono stati quasi una ventina, infatti, i bambini e i ragazzi provenienti dalle zone terremotate di Arquata e Pescara del Tronto, accolti dal 235° Reggimento “Piceno” nello Stabilimento balneare militare di San Benedetto del Tronto. Ad accompagnare i ragazzi, oltre al parroco e ai volontari della Protezione Civile, anche due Ufficiali Psicologi dell’Esercito. Una iniziativa che, seppur breve, ha ricreato un clima di normalità tra i giovani, cercando allo stesso tempo di andare ad intervenire sui traumi psicologici grazie all’aiuto di esperti.

In Francia cresce l’opposizione contro i TTIP

ECONOMIA/EUROPA di

Hollande: “Accordo impossibile prima della fine dell’anno”

Si parla ormai da alcuni mesi del Transatlantic Trade Investment Partnership (TTIP) tra  Europa e  Stati Uniti. Per spiegarla in maniera molto semplicistica si tratta di una serie di accordi commerciali tra Europa e Usa che vedrebbero come primo effetto immediato quello della diminuzione di barriere economiche che intercorrono tra i due mercati occidentali, con due principali imminenti conseguenze: se da un lato verrà favorito ancora maggiormente l’export di prodotti made in Europe, l’altra faccia della medaglia prevede anche l’immissione di prodotti a stelle e strisce nei nostri mercati.

Le polemiche fino a questo momento sono state incentrate proprio su questo ultimo punto. Molti dei prodotti che arriverebbero dal mercato statunitense infatti non rispetterebbero i canoni delle normative europee in materia di OGM e in generale di presenze di alcune sostanze in generi alimentari e non, che superano le soglie previste in Europa.
Banalizzando: un prodotto geneticamente modificato, proveniente dagli USA, potrebbe avere un costo (ma anche una qualità) inferiore, con la conseguenza che ci potrebbe essere una crisi delle alternative “di qualità” proposte dal mercato europeo.

A questo proposito  il Ministro francese per il Commercio Estero Matthias Fekl, ha dichiarato che nella prossimo consiglio dei ministri dell’economia europei che si terrà il 22 settembre a Bratislava, la Francia non ha il supporto politico per la ratifica dei trattati . Ricordiamo che nonostante i quattordici round di trattative che si sono concluse senza esito, il portavoce della Cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato lo scorso 29 agosto che le trattative sono ancora aperte.

Il popolo francese però sta iniziando a sollevare il suo malcontento così come quello tedesco. Entrambe le cittadinanze temono  delle ripercussioni molto gravi nel settore dell’agricoltura. Lo stesso presidente François Hollande ha dichiarato  il 30 agosto,  nel corso della settimana degli Ambasciatori, che “ Gli accordi non si raggiungeranno prima della fine dell’anno. Le trattative sono assenti, le posizioni non sono chiare e lo squilibrio evidente. Quindi credo che sia meglio analizzare lucidamente i fattori prima di continuare un discorso che non abbia delle basi solide e definite. Ritengo che la cosa migliore sia informare tutte le parti in causa che la  Francia non intende dare la sua approvazione in queste condizioni, ovvero senza le basi per una risoluzione positiva. La Francia vi prepara ad una visione realistica e non vuole creare illusioni: sarà impossibile concludere le trattative prima della fine del mandato dell’attuale Presidente degli Stati Uniti “.

Parole decise e pesanti quelle del presidente Hollande, che si trova in aperto contrasto con quanto dichiarato dalla sua corrispettiva tedesca . Se la Francia riuscirà a mantenere forti le sue posizioni, l’amministrazione Obama, al termine del suo mandato, non riuscirà a vedere la fine di queste trattative estremamente lunghe e complesse.

Laura Laportella

Turkey: Military Makes Second Syrian Incursion

Defence di

Turkey sent tanks over the Syrian border for the second time Sept. 3, crossing into al Rai, Kilis province, from Cobanbey, Dogan news reported.

The military also launched artillery strikes on the area, which has changed hands frequently between Islamic State and rebel forces. Turkey’s first incursion occurred Aug. 24 at the city of Jarabulus 55 kilometers (34 miles) northeast. Also on Sept. 3, Turkish-backed Hamza Brigade and Failaq al-Sham rebels took control of the Syrian villages of Arab Ezra, Fursan, Lilawa, Kino and Najma.

These communities are all west of Jarabulus. After clearing a path for its troops to enter Syria, Turkey is now fully involved in a military campaign in northern Aleppo province. Turkey is attempting to move the Islamic State away from the border and, at the same time, prevent Kurdish militants in the Syrian Democratic Forces from establishing a foothold.

 

Source STRATFOR

Nigeria: Oil Workers Kidnapped In Rivers State

Middle East - Africa di

Militants in Rivers state on the Niger Delta kidnapped 14 Nestoil employees and their driver Sept. 3 on the road from Omoku to Elele, according to local police, Reuters reported. Authorities found their vehicle abandoned and the abductors have not yet contacted the company. No foreigners were among those taken. With the rise of the Niger Delta Avengers militant group, kidnappings of oil workers have increased.

Crisi migranti: MOAS promuove #SafeAndLegalRoutes

BreakingNews di

Due anni fa, il 30 agosto 2014, MOAS (Migrant Offshore Aid Station) ha effettuato la sua prima operazione di soccorso all’interno del Mediterraneo. Circa 250 tra Siriani e Palestinesi sono salvati in quella circostanza. Nata dopo la tragedia nel Canale di Sicilia dell’ottobre 2013, questa ONG è stata testimone della terribile tragedia umanitaria che si sta tuttora consumando alle porte d’Europa. In occasione di questo anniversario, MOAS promuove la campagna #SafeAndLegalRoutes: “Alla vigilia di due summits decisivi a Settembre, in cui i leader mondiali si incontreranno per trovare soluzioni definitive alle sfide della migrazione globale, MOAS fa appello a tutti i rappresentanti a pensare non in termini di numeri, ma piuttosto di focalizzarsi sulla personale, tangibile esperienza che MOAS vive quotidianamente”.
Circa 25mila sono state le persone messe in salvo da MOAS in questo lasso di tempo: “Mentre l’opinione pubblica mondiale – si legge nel comunicato di MOAS – rischia di diventare sempre più assuefatta dinnanzi alle stragi che si consumano nel Mediterraneo, MOAS fa appello alla comunità internazionale affinchè non permetta che le frequenti tragedie al largo delle nostre coste continuino ad essere una normalità. MOAS, la prima ONG di ricerca e soccorso del suo genere nel Mediterraneo, è un’organizzazione umanitaria fondata per rispondere alle conseguenze terribili dello storico flusso migratorio in mare. Dopo due anni, stiamo ancora fronteggiando le stesse conseguenze e soluzioni sostenibili devono ancora essere trovate”.

Non solo. Un viaggio, quello dei rifugiati verso l’Europa, segnato da teatri di guerra e situazioni geopolitiche instabili: “Quel che è peggio, controlli più rigidi alle frontiere, deterioramento delle condizioni nei paesi di transito, come la Libia, la Turchia e la Grecia, e la mancanza di alternative, stanno costringendo i richiedenti asilo ad intraprendere percorsi sempre più pericolosi, sia per mare che per terra”.

Un’emergenza, dunque, che non ancora non accenna a placarsi. E che ha visto, in questi mesi estivi, un aumento esponenziale degli sbarchi sulle coste italiane e greche. Come le 6500 persone messe in salvo proprio da MOAS il 29 agosto: l’ennesima mancata tragedia che deve fare riflettere l’Europa.

 

Photo Credit: ©MOAS.eu/jason florio 2016 all rights reserved

Migrant crisis: MOAS for #SafeAndLegalRoutes

BreakingNews @en di

Two years ago, August 30, 2014, MOAS (Offshore Migrant Aid Station) has conducted its first relief operation in the Mediterranean, when about 250 Syrians and Palestinians were rescued. Established after humanitarian disaster in the Strait of Sicily on October 2013, this NGO has been witness to the terrible humanitarian tragedy that is still ongoing. Now, MOAS promotes the campaign #SafeAndLegalRoutes which “are the only conceivable way forward has been cemented by our experiences on the maritime crossings. We call – said MOAS statement – , therefore, on the international community not to allow this unnecessary loss of life to become ‘the new normal’ when it is so clearly avoidable.MOAS was founded as a disaster relief organisation, the first private search and rescue NGO of its kind in the Mediterranean, designed to mitigate the deadly consequences of the migration crisis. “

MOAS rescued about 25,000 people in the last two years: The horrors MOAS has been witness to only serve to reinforce our belief that no one deserves to die at sea. Today, with two years’ experience on the frontlines of this, the most devastating humanitarian catastrophe of our generation, MOAS calls for the creation of safe and legal alternatives to the deadly sea crossing, to ensure that those seeking to pursue their right to asylum are able to do so without risking their lives”.

This emergency has not already ended as demonstrated by 6,500 people saved on August 29 by MOAS.

 

Photo Credit: ©MOAS.eu/jason florio 2016 all rights reserved

Giacomo Pratali
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