Kurdistan iracheno, l’Italia promuove il diritto allo studio

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Garantire il diritto allo studio, e soprattutto un posto dove poterlo esercitare, ai giovani rifugiati siriani presso Sulaimainia, nel Kurdistan iracheno. Questo l’obiettivo raggiunto dall’organizzazione “Un ponte per…” all’interno del progetto “Taleem Lil-Jamie – Educazione per tutti”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il risultato è un centro educativo dove insegnanti e studenti tra i rifugiati siriani del campo curdo di Arbat – in totale oltre 6000 persone in fuga dalla guerra, più di 1000 i minori – potranno esercitare le loro attività.

Presso il centro, si legge nel comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri, saranno proposte numerose “attività educative non formali come sport, circo, musica e teatro. Tra le altre iniziative previste dal progetto, anche l’affitto di 6 microbus per consentire a circa 200 bambini di frequentare le scuole, spesso molto distanti dai luoghi in cui hanno trovato rifugio” – iniziativa, quest’ultima, che ha come obiettivo quello di agevolare i tanti bambini siriani accolti (tra gli oltre 30000 rifugiati totali) nel governorato di Sulaimainia a raggiungere le sole sei strutture scolastiche dichiaratesi disponibili a ricevere i piccoli studenti. Previsti, inoltre, corsi di formazione rivolti agli insegnanti per il supporto psicosociale a bambini con traumi derivati dall’esperienza della guerra nell’ambito dello svolgimento delle attività di insegnamento.

Ad inizio mese, il 2 agosto, la cerimonia di inaugurazione del centro educativo, alla quale hanno preso parte il console italiano nel Kurdistan iracheno Alessandra Di Pippo e altre 60 persone circa, tra cui rappresentanti di ONG, organizzazioni operanti sul campo o a Sulaimainia, rappresentanti del Consiglio Provinciale e del Direttorato dell’Educazione del Kurdistan iracheno, nonchè membri dell’organizzazione locale “Al Mesalla” – uno degli storici partner di “Un ponte per…”. Ultimo in ordine di tempo nel longevo periodo di attività dell’associazione, il centro progettato e costruito nel campo di Arbat da “Un ponte per…”, finanziato dall’AICS, consentirà ai profughi siriani dell’affollatissimo campo curdo – inaugurato ad agosto 2013 – di riguadagnare il loro diritto allo studio dopo il dramma della guerra.

di Federico Trastulli

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