GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Notte di terrore a Dacca: uccisi 20 ostaggi

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Un commando di islamisti probabilmente affiliati allo Stato Islamico ha assaltato con armi da fuoco e da taglio un ristorante frequentato da stranieri nella zona diplomatica della capitale del Bangladesh. Questa mattina alle 7,40, dopo una notte di stallo, le forze speciali dell’esercito sono intervenute con un blitz lampo uccidendo sei attentatori e liberando 13 ostaggi. Un settimo terrorista è stato arrestato. Due agenti polizia hanno perso la vita nel corso dell’operazione.

Sul pavimento del ristorante sono stati rinvenuti i corpi di 20 ostaggi, quasi tutti di nazionalità italiana e giapponese, secondo quanto riportato da fonti locali.

Molte delle vittime presenterebbero ferite fatali causate da armi da taglio. Un lavoratore delle cucine del ristorante, sfuggito al massacro, ha dichiarato che gli attentatori sono penetrati nel locale armati di pistole, bombe a mano e spade, alle 20.45 di venerdì, urlando “Dio è grande”, mentre 20 clienti di nazionalità straniera (tra cui diversi diplomatici e imprenditori italiani del settore del tessile) stavano cenando, insieme alla clientela locale.

Alle grida sono seguiti gli spari e le esplosioni. Molti membri dello staff, tra cui lo chef italiano dell’Holey Artisan Bakery, e alcune decine di clienti sono riusciti a mettersi in salvo prima che gli attentatori sbarrassero le porte e si asserragliassero dentro il ristorante. Secondo alcune fonti, ancora da verificare, gli attentatori si sarebbero poi dedicati al massacro, uccidendo brutalmente gli ostaggi incapaci di recitare a memoria passi del Corano.

Alcuni degli impiegati si sono asserragliati nei bagni, riuscendo a salvarsi e iniziando a comunicare con l’esterno attraverso i cellulari e i social media. Una folla di duecento persone circa, composta da curiosi, amici e parenti degli ostaggi, si è radunata nei pressi del ristorante mentre la polizia iniziava a delimitare l’area e a mettere in sicurezza il perimetro.

Il blitz di questa mattina ha messo fine a 10 ore di assedio. L’identità delle vittime deve ancora essere verificata.

I morti di oggi si sommano ai 40 uccisi nel paese asiatico dal 2013 in poi per mano di militanti islamisti. Le vittime, tra cui stranieri, blogger atei, militanti della comunità gay e esponenti di minoranze religiose, sono state spesso massacrate a colpi di machete, in una inedita fiammata di violenza organizzata e coordinata da gruppi terroristi con legami internazionali. La polizia ha risposto, nel corso degli ultimi mesi, con un giro di vite contro l’islamismo militante che ha portato all’arresto di oltre 10 mila persone in tutto il paese.

Finora, però, le autorità del Bangladesh avevano respinto l’idea che i gruppi locali potessero essere parte di un network islamista transnazionale. L’attentato di oggi le costringerà probabilmente a riconsiderare tale posizione.

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