L’Aquila, in “COMANDO E CONTROLLO” un modello emergenziale pronto a tutto

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Alberto Puliafito è un giornalista, un regista e un autore televisivo nel 2009 comincia la lavorazione del documentario “ Comando e controllo” che parla dell’emergenza de L’Aquila, del modello adottato nel momento della tragedia per intervenire nelle situazioni di grande emergenza ma soprattutto di cosa significa tutto questo.

Alle 3.32 del 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo 6,3 scuote la città, la colpisce forte, come un maglio nella notte. Crollano le case, crolla la casa dello studente, il centro della città si accascia su se stesso, intanto a Roma qualcuno ride. Sono momenti di terrore nella notte, per chi riesce a scendere in strada senza indicazioni senza aiuto.

Alberto Puliafito arriva a L’Aquila come tanti giornalisti e comincia a seguire l’evolversi dell’emergenza,a studiare cosa viene messo in campo, come e in che tempi, parla con gli aquilani, con le istituzioni, con i testimoni e con il tempo riesce a dipingere un quadro, un immagine di cosa sta succedendo.

L’opera di Puliafito riesce ad entrare nel vivo della questione, tra le macerie materiali e immateriali della città rinfaccia un filo conduttore, una regia di tutta l’operazione di soccorso riuscendo ad intravedere quello che realmente viene messo in atto in quei giorni.

Per approfondire quanto da lui descritto nella sua opera lo abbiamo intervistato e chiesto di spiegarci cosa aveva visto tra quelle macerie immediatamente dopo la tragedia, nel video la nostra intervista.

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A sette anni dal sisma la città non è ancora risorta come dichiaravano a pochi mesi dalla catastrofe le istituzioni, il tessuto sociale aquilano fondato sul nucleo familiare sembrava totalmente spezzato.

I cittadini sono ancora sotto shock, traumatizzati, incapaci di riprendersi la città, i legami familiari spezzati dalla scossa delle 3.32 di quella notte di aprile, trecento nove vittime , milleseicento feriti su una popolazione di 35.000 abitanti, ma quella notte qualcuno rideva, già sapeva del modello emergenza che si andava ad attuare, non lo sapevano gli abitanti però, per i quali non era stato previsto nessun piano di emergenza o evacuazione.

 

 

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