Eunavfor Med, stallo per la terza fase

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Sospeso il terzo step della missione Eunavfor Med, volta ad arrestare l’attività dei trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Il 7 ottobre scorso, il Parlamento Europeo aveva annunciato il potenziamento delle missioni militari nel Mediterraneo, finalizzate all’abbordaggio, perquisizione e confisca delle imbarcazioni utilizzate dagli scafisti. L’obiettivo successivo era quello di arrestare i trafficanti e distruggerne i mezzi direttamente a terra, con operazioni da effettuarsi sul suolo libico e nelle acque territoriali del Paese. A tal fine, si rendeva necessario un mandato delle Nazioni Unite, a sua volta legittimato da un’autorizzazione del Governo libico ancora inesistente.

La firma dell’accordo di dicembre in Marocco tra alcune componenti della vita politica e sociale libica per la formazione di un esecutivo di unità nazionale si è rivelata illusoria. In data 25 gennaio il Parlamento di Tobruk ha negato la fiducia alla lista di 32 ministri presentata dal premier Fayez al-Sarraj. Ne è derivata un’incertezza politica, istituzionale e sociale del Paese che potrebbe avallare i gruppi estremisti dello Stato islamico e al-Qaeda, con conseguenze disastrose per la sicurezza generale del vecchio continente. Nello specifico, EunavforMed resta momentaneamente “sospesa” alla fase attuale, quella della lotta agli scafisti al largo delle acque libiche senza un mandato di effettiva autorizzazione all’intervento territoriale, risolutivo dell’emorragia migratoria che destabilizza l’Europa. Sebbene la comunità internazionale appoggi Sarraj, ricevuto in Italia due mesi fa dal premier Matteo Renzi, la situazione si fa critica.

Da più parti si ipotizzano futuri raid aerei francesi e inglesi contro le basi Isis in Libia, favorite dall’attuale caos istituzionale. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito l’urgenza di dar vita al Governo di accordo nazionale e concentrarsi sulla comune lotta al terrorismo. Dello stesso parere il presidente della Commissione Esteri del Senato, Pierferdinando Casini, che ha definito l’attentato del 7 gennaio a Zlitan contro un centro di addestramento della polizia come parte della “strategia attuata dello Stato Islamico per rinviare l’insediamento del governo di unità nazionale concordato tra le parti e l’Onu”. Senza un esecutivo riconosciuto a livello internazionale, EunavforMed è destinata allo stallo.
Viviana Passalacqua

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