Vertice NATO: Libia snodo cruciale per Mogherini e Gentiloni

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Discorsi convergenti quelli dell’alto rappresentante dell’UE Federica Mogherini e del ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni in occasione della seconda giornata del seminario congiunto NATO a Firenze. Entrambi, infatti, hanno indicato non solo la Siria, ma anche la Libia come terreno cruciale nella lotta al terrorismo.

In collegamento da Bruxelles, Mogherini si è rivolta ai partecipanti al seminario spiegando che “non è ancora venuto il momento di un’azione militare europea congiunta in Siria. Ma è comunque indispensabile trovare una soluzione politica di concerto assieme a tutti gli altri attori politici, anche se le posizioni di partenza restano distanti”. E ancora: “Ritengo che la Siria sia sì importante, ma non inscindibile dal contesto libico, sul quale dobbiamo lavorare per combattere il Daesh. Dalla questione migratoria e dei rifugiati che arrivano in Europa fino agli attacchi terroristici di Parigi: il nostro continente deve poter gestire questa minaccia proveniente da fuori”.

Interpellata, invece, sul ricorso all’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona da parte della Francia, Mogherini ha difeso l’operato congiunto dichiarando che “è vero che i singoli stati stanno discutendo bilateralmente le soluzioni militari contro il terrorismo assieme a Parigi”, ma “l’Unione Europea – sottolinea -, fin dal 13 novembre, ha dato la sua solidarietà e il suo pieno appoggio al governo francese. Purtroppo è necessario l’uso della forza per difendere la sicurezza dell’UE”.

Dal canto suo, Gentiloni, intervenuto sul dibattito del pomeriggio sulla Libia, rilancia l’idea che, come nel caso siriano, anche in quello libico “serve una soluzione comune che porti all’accordo tra le fazioni. Dopodichè, le Nazioni Unite metteranno nero su bianco un piano d’intervento nel Paese. L’Italia, così come in Iraq e Afghanistan, è pronta ad assumersi le proprie responsabilità. Il destino della Libia, al pari di quello della Siria, è di fondamentale importanza per l’Europa e per l’Italia sia per la questione dei flussi migratori sia per la lotta al Daesh e al terrorismo”

Mentre, sui rapporti con la Francia dopo l’intervento in Siria e il ricorso all’art. 42.7, il titolare della Farnesina ha assicurato che “l’Italia è al fianco della Francia, con la quale stiamo studiando forme di collaborazione ulteriore in altri contesti geopolitici caldi”, ha concluso Gentiloni.

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