Kunduz, distruzione ospedale MSF: scuse e accuse

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19 morti e circa 30 tra feriti e dispersi. È questo il bilancio del raid aereo condotto per errore sabato 3 ottobre dalla coalizione guidata dagli Usa contro l’ospedale di Kunduz, Afghanistan, dove aveva sede Msf. L’attacco segue altri interventi delle forze speciali Usa che, nel corso di questa settimana, sono riusciti ad uccidere 200 talebani di Mansour. Tuttavia, i jihadisti, scacciati dal centro cittadino, controllano ancora alcune zone periferiche.

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Medici Senza Frontiere, di cui 12 operatori sono rimasti uccisi, ha negato che dentro l’ospedale ci fossero talebani: “Tutte le parti in conflitto, comprese Kabul e Washington, erano perfettamente informate della posizione esatta delle strutture MSF  – ospedale, foresteria, uffici e unità di stabilizzazione medica a Chardara (a nord-ovest di Kunduz). Come in tutti i contesti di guerra, MSF ha comunicato le coordinate GPS a tutte le parti del conflitto in diverse occasioni negli ultimi mesi, la più recente il 29 settembre. Il bombardamento è continuato per più di 30 minuti da quando gli ufficiali militari americani e afghani, a Kabul e Washington, ne sono stati informati. MSF chiede urgentemente chiarezza per capire esattamente cosa sia successo e come sia potuto accadere un evento di questa gravità”, si legge nel comunicato diffuso dalla Ong.

Istituzioni, dunque, sotto accusa. In special modo, Stati Uniti e Nato: “Il ministero della Difesa ha lanciato un’inchiesta completa e aspetteremo i risultati prima di dare un giudizio definitivo sulle circostanze di questa tragedia – ha chiarito il presidente degli Usa Barck Obama -.  “Ho chiesto al dipartimento di tenermi al corrente delle indagini e mi aspetto un resoconto completo dei fatti e delle circostanze. Michelle e io preghiamo per tutti i civili colpiti da questo incidente, le loro famiglie e le persone care. Continueremo a lavorare a stretto contatto con il presidente Ghani, il governo afgano e i nostri partner internazionali per sostenere le forze di difesa nazionale afghane che lavorano per garantire la sicurezza al loro Paese”, ribadisce il capo della Casa Bianca.

Anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg esprime cordoglio: “Sono profondamente amareggiato per i tragici eventi che hanno coinvolto la struttura di Medici Senza Frontiere a Kunduz. Rivolgo le mie condoglianze a tutti coloro che ne sono rimasti coinvolti. Il lavoro di Msf in tutto il mondo è straordinario, incluso in Afghanistan. Essi giocano un ruolo importante nella creazione di un futuro migliore per la popolazione afghana”.

Mentre l’Onu è decisa ad aprire un’inchiesta, la Ong è stata costretta a spostarsi in altre strutture cittadine. Tuttavia, le spiegazioni e le inchieste annunciate dalla varie autorità non bastano a dare una spiegazione di quanto successo: “Questo attacco è ripugnante ed è una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario” ha detto Meinie Nicolai, presidente di MSF che oggi si trova in Italia. “Chiediamo alle forze della Coalizione completa trasparenza. Non possiamo accettare che questa terribile perdita di vite umane venga liquidata semplicemente come un ‘effetto collaterale’.”

Se l’intervento militare russo in Siria e il sostegno al presidente Assad hanno incontrato il dissenso di Washington, l’errore umano che ha portato alla morte di numerosi pazienti e operatori di Msf mettono gli Stati Uniti in grave imbarazzo di fronte alla comunità internazionale, soprattutto dopo i gravi fatti dello Yemen in cui, le bombe sunnite contro i campi profughi, di qualche mese fa, provenivano dall’equipaggiamento dell’esercito americano.

Giacomo Pratali

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