Lotta alla mutilazione dei genitali femminili

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LISBONA: – Contrasto all’infibulazione anche in Europa. È sostanzialmente questo il tema principale di un documento di studio sulla situazione nel vecchio continente siglato alcuni giorni fa dall’EIGE, l’European Insitute for Gender Equality, con sede nella capitale portoghese.

Ai lettori rammentiamo che l’EIGE rientra nel network delle Agenzie Europee che operano nel settore JHA, Justice and home Affairs. L’Istituto è l’equivalente europeo di un’autorità indipendente, appositamente istituita per supportare e rafforzare la promozione dell’uguaglianza e la lotta alla discriminazione di genere, così come il raggiungimento di una condizione generale di consapevolezza diffusa sulla parità di genere nell’Unione.

Fermo restando che, in linea generale, i paesi Europei non annoverano tra le proprie tradizioni pratiche come l’infibulazione, il documento, denominato “Stima sulle giovani donne a rischio di mutilazione genitale nell’Unione europea”, ha sviluppato un metodo di accertamento e studio del fenomeno, che era stato inizialmente sperimentato in Irlanda, Portogallo e Svezia. “Saper stimare il numero di giovani donne a rischio di mutilazione dei genitali può essere molto utile per i decisori politici, non solo nella pianificazione o nell’implementazione delle policy di asilo o migrazione, ma anche per i parametri e le attività relative all’integrazione sociale”, ha dichiarato Virginija Langbakk, direttore dell’Istituto, aggiungendo di nutrire la speranza che il metodo consenta una migliore comprensione del fenomeno, sulla scorta degli studi recentemente conclusi proprio in Portogallo.

Altro obiettivo del metodo – così come asserito da Teresa Morais, Ministro Portoghese per gli affari parlamentari e le pari opportunità – è proprio quello di interagire con le comunità coinvolte.

Le risultanze dello studio condotto dall’Istituto, hanno infatti enfatizzato l’importanza della cooperazione tra governi e comunità, nel contrasto all’infibulazione dentro e fuori dai confini dell’Unione.

L’attività di ricerca si è basata essenzialmente sull’elaborazione e la raccolta dei dati relativi al fenomeno, in rapporto sia agli stati non europei che operano tale pratica sia alle donne appartenenti alle popolazioni e comunità che da quelle terre migrano verso i paesi europei.

Un particolare focus è stato concentrato nel valutare le abitudini e gli atteggiamenti dei migranti verso tali mutilazioni e come le stesse credenze ed atteggiamenti mutino nel tempo e nel contesto evolutivo delle migrazioni stesse.

eige_logoDiversi Stati Membri stanno incrementando le normative nazionali, o regolando sempre più dettagliatamente la materia, così come già indicato in un analogo documento di sintesi, edito dall’Istituto due anni fa, sulla “Mutilazione Genitale Femminile nell’Unione Europea ed in Croazia”. L’Italia, il Portogallo e la Finlandia stanno attualmente incrementando dei piani normativi di azione per combattere specificamente il fenomeno, mente il Belgio, la Croazia, la Francia, la Slovacchia, la Spagna, il Regno Unito e l’Irlanda, oltre a predisporre una normativa ad hoc, stanno istituendo campagne di sensibilizzazione sul tema.

European_Institute_for_Gender_Equality_logo.svgL’EIGE sta riscuotendo sempre maggiori riconoscimenti nell’ambito dei Paesi dell’UE in materia di pari opportunità e parità di genere. L’opera dell’Istituto nel contrasto alla violenza contro il genere femminile – e l’infibulazione altro non è che una violenza – si è estrinsecata spesso nel supportare la Commissione Europea nella sua attività di iniziativa legislativa nei confronti del Consiglio dell’Unione Europea e del Parlamento e nel supportare i singoli Stati Membri nell’eliminazione di tali fenomeni.

Al fine di contrastare lo specifico fenomeno dell’infibulazione, l’EIGE amplierà il proprio bacino di raccolta e di elaborazione di dati. Per il futuro sono infatti previste l’istituzione di un database di buone prassi per contrastare il fenomeno, la redazioni di ulteriori linee guida per la ricerca sull’argomento e l’emanazione di raccomandazioni “dedicate” agli Stati ed ai                                                                        decisori.

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