Occhi sull’Albania…coi piedi per terra

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Un paese come l’Albania capita di vederlo in modalità “ruota panoramica”. A ogni latitudine l’angolatura della visuale cambia, a momenti si allarga, a tratti si restringe fino a quasi toccare terra e si riprende da capo. Ogni centimetro di altezza, di curvatura offre all’occhio mille piccoli mondi che si ripetono a ogni giro. Come su una ruota, per l’appunto, passata l’euforia iniziale, lo stupore e la curiosità, arriva il momento di tornare coi piedi per terra.

E’ la sensazione che si prova quando si punta l’occhio sulla situazione politica e sociale del paese. Una geografia delle attitudini alla vita stracolma di varietà.

Quel che cattura l’attenzione negli ultimi tempi è un mix di elezioni amministrative alle porte, previste per il 21 giugno prossimo, le trattative in corso sul processo d’integrazione europea e i problemi interni, che poi sono i problemi veri, quelli che non si possono ne delegare, ne trascurare, ne oscurare.

 

Elezioni amministrative 2015

Previste per il 21 giugno prossimo costituiscono un test fondamentale per la stabilità politica del paese. Come a ogni girone elettorale nell’era pluralista, sono l’esame da passare agli occhi del mondo che osserva. Puntualmente, quel che si realizza è una ferocia guerra delle posizioni. La coalizione di centro-sinistra tra il Partito Socialista del Premier Edi Rama con l’LSI (Movimento Socialista per l’Integrazione) del Capo del Parlamento Ilir Meta deve vedersela con la storica coalizione di centrodestra capitanata dal Partito Democratico. Le rispettive alleanze hanno già espresso i candidati sindaci anche per le circoscrizioni più rilevanti. A breve dovrebbero rivelare anche i nomi più attesi, i candidati per il Comune di Tirana.

 

Solleciti dall’UE

A tal proposito giunge tempestiva la postilla dei parlamentari europei che rimettono l’accento su alcuni punti salienti in merito al processo d’integrazione europea dell’Albania.

Con 51 voti a favore, 3 contrari e 4 astenuti, la Commissione Esteri del Parlamento Europeo ha votato su una proposta di risoluzione, approvandola con larga maggioranza.

“ Una collaborazione efficace tra i partiti politici in Albania è indispensabile per permettere che la democrazia, la società e l’economia siano sviluppate in modo sostenibile”, si legge nel testo approvato.

A fronte di 192 emendamenti, l’approvazione della risoluzione va a mettere il dito su un aspetto tangibile e acuto della politica albanese, la polarizzazione della politica nel paese che rischia di “compromettere ulteriori sforzi nel processo d’integrazione”. I deputati europei sollecitano la realizzazione delle condizioni poste all’Albania per poter andare avanti, ovvero la riforma della Pubblica Amministrazione; la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata; il rafforzamento del sistema giudiziario; la tutela dei diritti umani. Non da ultimo, l’appunto sul pluralismo e l’indipendenza del neo-potere mediatico, il quale abbraccia le emittenti pubbliche e private.

La risoluzione dovrebbe essere definitivamente approvata a fine aprile in occasione della seduta plenaria del Parlamento Europeo.

 

Le parole chiave

Si evince che “Lotta alla Corruzione e al crimine organizzato”, Politica e Giustizia costituiscono i capitoli dove dovrebbe trovare svolgimento il tema sulla situazione attuale albanese. Parole chiave che uniscono partiti politici e società civile, ma fino a che punto?

Il mondo politico albanese è stato trascinato negli ultimi mesi in un altro scandalo che si è rivelato un boomerang per tanti. Dopo l’arresto del Governatore della Banca Nazionale, Fullani, che ormai risale all’estate scorsa, l’ultimo giro di vite nella politica albanese lo ha sollevato il deputato socialista Tom Doshi. Questi ha dichiarato di essere a conoscenza di prove che dovrebbero incriminare il Presidente della Camera dei Deputati, Ilir Meta con l’accusa di aver commissionato l’omicidio dello stesso Doshi. Il depuato socialista ha dichiarato anche che l’attentatore, tal Durim Bami “non se l’è sentita di farlo fuori e glielo ha confessato”, mentre veniva registrato. Doshi ha quindi portato a conoscenza del Premier Rama, del Ministro dell’Interno Saimir Tahiri e l’allora Capo della Polizia, Artan Didi, il video in questione. Anche lo stesso Meta ha potuto assistere alla proiezione dei questo video.

La vicenda ha travolto la politica albanese e l’opinione pubblica. Il deputato Doshi è stato espulso dal Partito Socialista su richiesta espressa del Premier, nonostante il noto rapporto di amicizia tra i due.

Una vicenda inquietante, tutta da verificare, per la quale è stata avviata inchiesta della Magistratura. Vicenda degna di un romanzo di Ellroy, con protagonisti veri e un’audience di circa tre milioni di cittadini albanesi che attendono chiarezza.

In questo scenario di grande fermento, si delinea il profilo dell’Albania lanciata verso il futuro. Un paese che comincia a ottenere visibilità nei media internazionali, soprattutto quelli italiani, dove viene descritta con toni euforici. Molto spesso, però si dimentica che si sta descrivendo Tirana, la capitale dei grandi cambiamenti e non il resto del paese. Si ritorna a parlare dell’Albania delle opportunità, nuova frontiera per chi vuole investire, dimenticando che i primi a investire nei rocamboleschi anni ’90 furono  imprese soprattutto italiane, alcune delle quali sparirono nel nulla in pochi anni. I tempi sono cambiati, USA e UE tengono il punto, Edi Rama piace a tv e stampa, gira il mondo in cerca di investimenti esteri “perché in Albania ci sono buone possibilità”, un moto che si sente in Occidente e in Oriente. Tutto bene fino a quando non si pensa ad alcune peculiarità del mondo del lavoro in Albania, anche la “trascurabile” assenza dei sindacati. Scommettiamo che a qualcuno potrebbe far gola? E scommettiamo che questo qualcuno non sia la medicina che serve al piccolo paese dalle grandi possibilità?

European Affairs continuerà a monitorare l’area dei Balcani e l’Albania in particolare, perché crediamo che la stabilità del paese possa e debba essere uno snodo importante anche per il futuro politico dell’UE. D’altronde, cruciale questa parte del mondo, lo è sempre stata.

 

Sabiena Stafanaij

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