Italia, blitz antiterrorismo: 3 arresti

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La Procura della Repubblica di Brescia, nell’ambito dell’operazione “Balkan Connection”, ha fermato due albanesi e un italo-marocchino. Emesso un mandato di arresto per un quarto uomo, adesso in Siria, accusato di addestramento con finalità di terrorismo

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3 arresti tra Piemonte e Albania. Questo il risultato del blitz antiterrorismo, ordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia, contro una cellula jihadista all’opera in Italia e nei Balcani. Due delle tre persone in stato di fermo sono uno zio e un nipote albanesi, uno residente in provincia di Torino e l’altro in Albania, accusati di reclutamento con finalità di terrorismo. Al terzo, un 20enne marocchino di origini italiane, è stato imputato il reato di apologia di delitti di terrorismo aggravata dall’uso di internet.

I due albanesi avrebbero reclutato un giovane italo-tunisino da inviare in Siria. All’epoca, il ragazzo era minorenne e, dopo alcuni dubbi iniziali, era stato convinto a lottare per la causa del Califfato. Per questo motivo, è stato messo sotto il regime della sorveglianza speciale. L’ultimo arrestato, invece, da tempo molto attivo sul web, è l’autore di un testo di 64 pagine dal titolo ‘Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare” apparso su internet a fine febbraio.

Il Gip di Brescia Tommaso Buonanno, a capo dell’operazione antiterrorismo, ha commentato: ”Oggi è una giornata importante per la lotta al terrorismo”. Ma non finisce qui. Perché lo stesso procuratore ha emesso un quarto mandato di arresto ai danni di Anas El Abboubi, marocchino residente nel bresciano, dapprima arrestato e poi scarcerato nel 2003, che adesso si trova in Siria. E sarebbe proprio quest’uomo, accusato di addestramento con finalità di terrorismo, la punta della piramide di questa indagine denominata “Balkan Connection”.

“Le investigazioni hanno portato alla luce una filiera albanese di reclutamento di terroristi internazionali”, ha spiegato il questore di Brescia Carmine Esposito, il quale ha aggiunto che, per merito della Digos, “siamo riusciti a risalire ad un italo-marocchino residente in provincia di Brescia” che “prima di trasferirsi in Siria aveva effettuato un viaggio in Albania, dove aveva incontrato uno degli arrestati oggi”. Altre perquisizioni, legate a questa indagine, sono in corso in Toscana, Lombardia e ancora in Piemonte.
Giacomo Pratali

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