Sud Sudan: stop ai colloqui di pace dopo 14 mesi di guerra civile

in Medio oriente – Africa by

Il presidente Kiir e il capo dei ribelli Machar non hanno trovato un’intesa. L’esercito regolare e le truppe rivoluzionarie stanno combattendo per il controllo del petrolio. Nel frattempo il governo etiope ha perso la pazienza.

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Le truppe del Sud Sudan e i ribelli hanno ripreso a combattere nella giornata di sabato, il giorno dopo il fallimento dei negoziati tra le fazioni del Paese e dei colloqui di pace. Gli accordi in Etiopia tra il presidente Salva Kiir e il comandante delle truppe eversive Riek Machar avrebbero dovuto porre fine alla guerra civile a fine gennaio. Ma ciò nonostante gli scontri continuano ad insanguinare lo Stato africano.

L’esercito regolare e le forze ribelli hanno combattuto il 7 marzo negli Stati di Bahr al-Ghazal e dell’Alto Nilo, come ha riportato il Wall Street Journal. Mentre si sono scontrati nello Stato di Unità l’11 febbraio. Queste regioni sono contraddistinte, infatti, da un’elevata ricchezza di petrolio, motivo principale della lotta fratricidia che sta imperversando nel Sud Sudan da oltre un anno.

Il governo etiope, il mediatore di pace tra le due fazioni in guerra, ha definito “inaccettabile” dal punto di vista morale e politico non essere riusciti ad arrivare ad un accordo tra le parti. E ha accusato Kiir e Machar di tradimento verso il popolo sud sudanese. Ancora non si sa quando riprenderanno i negoziati.

Giacomo Pratali

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