Negoziare per salvare la vita umana

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Uffici e supermercati assaltati, sparatorie nelle vie delle capitali europee con armi da guerra, ostaggi e rapimenti questa la tattica di guerra del fondamentalismo islamico. La lotta si sposta dai deserti sabbiosi della Siria e dell’Iraq per arrivare tra le vie di Parigi, Copenaghen, Londra con azioni sempre più efferate e imprevedibili.

In questo quadro di massima allerta emerge la necessità di porre in campo personale sempre più specializzato che sappia affrontare situazioni sempre più difficili come la negoziazione di ostaggi.

Questo tema è stato sviluppato soprattutto negli stati uniti e sempre più in tutte le forze di polizia che nel tempo hanno dovuto affrontare crisi di questo tipo, in passato principalmente in casi di delinquenza ordinaria ma negli ultimi decenni sempre più spesso nel contesto di contrasto al terrorismo.

Proprio in Italia è stato recentemente fondato un polo di formazione specifico di carattere internazionale, l’École Universitaire Internationale  diretta dalla dottoressa Sabrina Magris che abbiamo incontrato e intervistato a Roma durante uno dei seminari dedicati alla formazione degli operatori specializzati

Dottoressa Magris, di cosa si occupa la EUI?

École Universitaire Internationale è Istituto di Alta Specializzazione sui temi di pace e sicurezza. È un istituto di ricerca ed è tra i 52 Istituti al mondo ai quali il Peace Operations Training Institute, che ha mandato per il percorso di formazione UN-COTIPSO, ha affidato la formazione frontale. In particolare è punto di riferimento mondiale nei temi della negoziazione degli ostaggi, dell’antiterrorismo e psyops, e per le metodologie non convenzionali legate alla negoziazione di ostaggi.

Negoziazione ostaggi, qual’e lo stato dell’arte in Italia ?

Non esiste in questo momento in Italia un team specifico di negoziazione ostaggi così prettamente strutturato come all’estero. Vi sono all’interno delle Forze Armate dei gruppi tattici che si occupano anche di negoziazione, ma non nel modo in cui Nazioni Unite e NATO intendono la negoziazione degli ostaggi nelle recenti direttive.

Quanto è importante la formazione in questo contesto?

La formazione è basilare perché le innovazioni sono costanti e bisogna essere almeno uno o due passi avanti a chi compie questo tipo di atti, per gestirli e anche per riuscire a prevenirlo soprattutto in ambito terroristico. Ecco perché all’interno di École Universitaire Internationale vi proprio un centro di ricerca di analisi biologico-comportamentale C.R.A.Bi.C.. Oltre che in fase di attivazione, una ricerca in ambito dei metodi non convenzionali applicati alla negoziazione degli ostaggi.

A chi sono indirizzati i corsi?

Le attività di École Universitaire Internationale sono indirizzate a forze dell’Ordine e Forze Armate, a personale operativo, a personale di ONG e Organismi internazionali, personale medico che si trova ad operare in zone di conflitto, studenti universitari e futuri professionisti.

I recenti eventi evidenziano l necessita di impiegare personale specializzato cosa ne pensa?

I recenti eventi evidenziano la necessità di personale addestrato non solo dal punto di vista tattico ma anche preparato nella gestione di scenari in continua evoluzione e non già pre-classificati. La sfida sta nella rapidità di decisione e azione, poiché il terrorismo attuale è lì che si insinua.

Nei rapimenti in zone di guerra pagare e l’unica soluzione? Perché si decide di pagare ?

Di base un cittadino del proprio Stato dovrebbe essere sempre portato a casa, questo è un principio fondamentale. Poi bisogna sottolineare che il riscatto, che è una prassi usata in tutto il mondo e recentemente anche da Obama, può far parte di una strategia e può servire per una mappatura dei terroristi e del flusso di denaro. Il riscatto può dunque essere uno strumento per catturare i terroristi e recuperare anche il denaro ma questo avviene in un secondo momento e dunque se ne parla meno.

Una sala piena quella del seminario in corso a Roma mentre parliamo con la direttrice, uomini e donne in pari misura, giovani operatori ma anche personale con più esperienza in aula acquisisce nozioni e informazioni per imparare a negoziare, settore che evolve e coinvolge drammaticamente il vissuto quotidiano di milioni di persone.

 

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